Buoni del Tesoro Poliennali e ETF sono due strumenti di investimento con caratteristiche molto diverse da approfondire prima di lanciarsi in una speculazione.
Per capire se investire nei BTP oppure nei Fondi a gestione passiva occorre conoscerne le differenze e le caratteristiche. Mai prendere sottogamba una speculazione, c’è sempre il rischio di perdere il capitale.
Il mondo degli investimenti è molto vario e permette a chiunque di avvicinarsi ai mercati finanziari. Oggi con il trading online si può “giocare” con le speculazioni in modo semplice e veloce perdendo di vista, spesso, il fatto che nessun investimento è un gioco. Prima di compiere un passo finanziariamente significativo occorre acquisire le giuste competenze e saper valutare in modo attento e scrupoloso ogni singola azione. Tra i tanti strumenti per investire ci sono i BTP e gli ETF.
I Buoni del Tesoro Poliennali sono Titoli di Stato governativi emessi dall’Italia con rendimento fisso cedolare che si può subito calcolare. Il rischio di perdita del capitale è relativamente basso e la liquidità è elevata. I Fondi a gestione passiva, invece, sono negoziati in Borsa, hanno rendimento variabile in base al mercato di investimento, un rischio medio o medio/alto e una liquidità elevata (mantenendo sempre un’attenzione elevata).
Partendo dalle caratteristiche degli ETF e BTP si può procedere con un confronto iniziando dal rendimento offerto. Quello dei Fondi potrebbe rivelarsi superiore a lungo termine se il mercato lo permetterà. A rendimenti maggiori corrisponde un rischio maggiore, questa è una legge del mondo degli investimenti. Se si vogliono ottenere guadagni elevati bisogna mettere a rischio il capitare e tra ETF e BTP il primo strumento è più rischioso perché legato ai mercati.
Passiamo alla diversificazione. La differenza è che l’ETF raccoglie innumerevoli titoli e partecipazioni azionarie e obbligazionarie mentre il BTP è un prestito fatto allo Stato ossia è privo di diversificazione. Avendo un’ampia varietà di investimenti si riescono a limitare i rischi specifici di una singola attività. ETF e BTP si differenziano anche per i costi. I Buoni del Tesoro Poliennali non prevedono costi di alcun tipo se non quelli legati alla piattaforma utilizzata per acquistarli.
Gli ETF, invece, richiedono il pagamento delle spese delle transizioni e della gestione annuale. Questi costi andranno detratti dal rendimento ma sono comunque inferiori rispetto a quelli dei Fondi comuni. Qual è la conclusione a cui si giunge? Entrambi gli strumenti hanno vantaggi e rischi, chi più chi meno, che ognuno deve valutare personalmente per capire in quale investimento gettarsi.
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